Nitrati e qualità dell’acqua

Nitrati e qualità dell’acqua

I nitrati sono i sali dell’acido nitrico, che vengono impiegati in molti ambiti. I nitrati di sodio o di potassio, per esempio, vengono impiegati come fertilizzanti nel comparto agricolo. Si tratta di sostanze che si sciolgono in acqua con grande facilità. Nelle acque sotterranee si può riscontrare la presenza naturale di pochi milligrammi di nitrati per litro. Tuttavia, l’impiego massiccio e la loro dispersione nell’ambiente, ha fatto sì che la contaminazione da nitrati diventasse un problema dapprima emergente e poi consolidato.

In genere, i nitrati vengono dispersi sotto forma di fertilizzanti chimici e organici. L’azoto in eccesso – rispetto al fabbisogno delle piante – penetra il suolo e viene immagazzinato nelle acque sotterranee sottoforma di nitrato. L’accumulo costante di nitrati rappresenta un problema di varia natura, al punto che la “Direttiva Nitrati” del 1991 (91/676/CEE) fissa a 50 milligrammi per litro la concentrazione oltre la quale le acque sotterranee sono considerate inquinate. L’individuazione di questo “valore soglia” contenuto nella direttiva è anche il frutto di molte iniziative di ricerca e di sensibilizzazione sul tema che si sono succedute nel corso degli anni.

Un inquinamento in divenire

Negli ultimi decenni, infatti, l’aumento della concentrazioni di nitrati sia nelle acque superficiali che in quelle di falda è stato in costante aumento. La crescita delle aree agricole su cui operano realtà intensive e l’urbanizzazione sono le principali responsabili di questa tendenza, la cui pericolosità era già stata segnalata nel 1985 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’OMS indica in 10 mg/l la concentrazione ideale per le acque potabili.

I nitrati non sono da ritenersi tossici a prescindere. Lo diventano nel momento in cui diventano nitriti, quando possono legarsi ad altre sostanze per formare composti cancerogeni. I nitriti sono impiegati come conservanti (spesso negli insaccati) e la Direttiva 95/2/CE regola i valori soglia per il loro impiego in ambito alimentare. L’inquinamento da nitrati, però, non è un problema che riguarda esclusivamente la salute dell’essere umano. Una volta contaminato l’ambiente, i nitrati hanno un forte impatto su fiumi, laghi e acque costiere. La loro presenza favorisce il fenomeno dell’eutrofizzazione, la proliferazione incontrollata di alcune specie (alghe, in genere) che colpisce la qualità dell’ecosistema. Gli interventi per ridurre l’inquinamento da nitrati vanno attuati in quei contesti – industriali e agricoli – già indicati come inquinati. Uno dei punti imprescindibili riguarda una corretta gestione dei fanghi usati per uso agronomico. Ci sono già precise indicazioni sull’impiego di sostanze che potrebbero comportare un aumento di nitrati nel suolo. Sempre secondo la Direttiva Nitrati, è possibile versare 170 kgN/ha di sostanze concimanti all’anno in quelle zone indicate come “vulnerabili”. Nelle altre aree, il limite è di 340 kgN/ha all’anno.

Nitrati, acqua e salute pubblica

Individuare le fonti dell’inquinamento da nitrati non è facile. Spesso le sorgenti sono multiformi e impattano aree anche molto distanti. Di conseguenza, è arduo individuare i meccanismi di migrazione verso le acque sotterranee e superficiali di un territorio, e intervenire tempestivamente. Nonostante le difficoltà, nel tempo il personale di ISPRA e delle ARPA hanno prodotto numerosi studi che identificavano quelle aree del nostro paese in cui l’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee o superficiali era più presente. Le tecnologie per rimuovere o ridurre i nitrati dall’acqua a uso domestico sono, oggi, sempre più impiegate. Con l’installazione di apparecchi con particolari resine a scambio anionico, è possibile dotare un impianto centralizzato di un sistema che trattiene gli ioni nitrato, per un’azione di denitrificazione efficace e continua. Un altro sistema – impiegato sia a livello domestico che industriale – prevede il processo di osmosi inversa. Negli impianti idrici vengono applicate alcune membrane osmotiche che riescono a trattenere la gran parte dei nitrati che sono presenti nell’acqua.

Le azioni di denitrazione delle acque sono fondamentali in quei territori che, a seguito di accurati studi, sono stati definiti come “zone vulnerabili” per la massiccia quantità di nitrati riscontrata. Tuttavia, è bene sottolineare che – salvo particolarissime eccezioni – l’acqua che viene distribuita nelle case e che sgorga dai rubinetti è sicura. Le autorità locali svolgono controlli regolari e ne garantiscono la sicurezza. È per questo motivo che i filtri installati con lo scopo di eliminare i nitrati vanno impiegati con consapevolezza e ove è realmente necessario. Questi dispositivi possono anche aumentare il rischio di contaminazioni batteriche, qualora non venissero sostituiti. In altri casi, la grande efficacia di un filtro potrebbe avere il risultato di demineralizzare l’acqua, rimuovendo tutte quelle sostanze necessarie per l’organismo.

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