Bonus Fiscali: Cosa sono ed in quali rientano i prodotti Rototec

Anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 sarà possibile accedere ad alcuni bonus fiscali, di particolare interesse per il mondo dell’edilizia sono la riconferma del bonus ristrutturazione e del bonus verde.

Possono rientrare all’interno dei lavori previsti da queste due misure, alcuni prodotti della gamma Rototec, vediamole nel dettaglio:

Bonus ristrutturazione

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Cos’è

Bonus ristrutturazioniart. 16.bis DPR 917/86.

In cosa consistono queste detrazioni fiscali? Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 €. Oggi, l’Agenzia delle Entrate restituisce il 50 % in detrazioni Irpef. Quindi, l’Agenzia, non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali. Ma attenzione, dal 2020, in alternativa alle detrazione dalle tasse, potresti cedere il credito all’impresa edile o alle banche, ottenendo i soldi immediatamente.”

Quali sono gli interventi e i lavori a cui spettano le detrazioni per ristrutturazione?

La detrazione fiscale per le ristrutturazioni, come già accennato, viene concessa nella misura del 50% in caso di:

  • manutenzione ordinaria all’interno della quale ricadono “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. A titolo di esempio: la tinteggiatura, la sostituzione della pavimentazione e/o della ringhiera, il trattamento del parquet, la sostituzione dei sanitari, delle finestre, delle porte etc.

ATTENZIONE: gli interventi in manutenzione ordinaria sono detraibili al 50% solo quando le opere riguardano parti comuni (condominiali). La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

Mentre, le opere di manutenzione ordinaria realizzate nelle parti ad uso esclusivo, come gli appartamenti, rientrano nel bonus ristrutturazione solo se realizzate contemporaneamente ad almeno un’opera di manutenzione straordinaria o superiore.

Difatti, secondo la Circolare 13/E/2019, “gli interventi che autonomamente sarebbero considerati di manutenzione ordinaria sono “assorbiti” nella categoria superiore se necessari per completare l’intervento edilizio nel suo insieme”.

La manutenzione ordinaria rientra tra le opere agevolati, se l’intervento si configura come manutenzione straordinaria, risanamento, restauro conservativo e ristrutturazione edilizia.
Passiamo ora gli interventi che riguardano le parti esclusive e private. Per essere detratti gli interventi devono ricadere in manutenzione straordinaria (o superiori) oppure devono prevedere l’abbattimento delle barriere architettoniche (opere per disabili):

Manutenzione straordinari

  • Spostamento/ demolizione / realizzazione di muri, portanti e non portanti a e categorie superiori
  • Apertura, chiusura, spostamento o allargamento di porte e infissi, cerchiature
  • Rifacimento degli impianti elettrico, idrico, gas cucina, di riscaldamento, di condizionamento / climatizzazione, antintrusione (telecamere e videosorveglianza), fognario, citofonico
  • Installazione di pannelli fotovoltaici
  • Frazionamento, accorpamento o cambio di destinazione d’uso
  • Sostituzione della caldaie a condensazione
  • Rifacimento solaio o tetto, o rimozione amianto dalla copertura
  • Realizzazione ascensore o scale
  • Rifacimento bagno
  • Abbattimento barriere architettoniche: ad esempio l’installazione di montascale o rampe
  • Costruzione balconi e terrazze
  • Realizzazione nuovo vespaio aerato

Sono esclusi dal bonus gli interventi effettuati su immobili di nuova costruzione e la realizzazione di nuove piscine interrate.

Quali immobile interessa? Rientrano anche le pertinenze?

Il bonus casa può essere fruito su tutte le unità residenziali: categorie catastali A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7, A8, A9, A11. Quindi sono esclusi: gli uffici, i negozi, i laboratori, le industrie ecc.

Anche gli interventi sulle pertinenze delle case possono essere detratti al 50%. Ad esempio, la sostituzione dell’avvolgibile del garage o della cantina. Ovviamente, contemporaneamente deve essere realizzato almeno un intervento ricadente in manutenzione straordinaria.

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

Qual è l’importo massimo detraibile?:

L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di euro 96.000 (IVA inclusa).

Per cui l’ammontare massimo della detrazione è di 48.000 euro in 10 rate annuali (massimo 4.800 euro di detrazione all’anno).

Se si dovesse sforare i 96.000 €, si potrebbe considerare massimali di spesa per il risparmio energetico che variano in base alla tipologia di intervento. L’ammontare massimo della detrazione parte dai 30.000 € per gli impianti termici fino ai 60.000 per il cappotto, gli impianti solari e la sostituzione degli infissi. Addirittura, raggiunge i 100.000 euro nel caso di interventi più consistenti sull’intero immobile.

IMPORTANTE: La detrazione su una fornitura o posa non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali. Sono cumulabili i massimali ma realizzati su lavorazioni diverse! Ad esempio, gli infissi possono essere detratti o come bonus ristrutturazione o come ecobonus.

Se gli interventi sono agevolati ma non richiedono permessi, cosa devo fare?

L’art. 6 del testo unico sull’edilizia DPR 380/01, prevede che la manutenzione straordinaria necessita di una comunicazione al Comune di inizio lavori, detta Cila, asseverata da un professionista. Opere come il rifacimento del bagno o dell’impianto elettrico, ricadono in manutenzione straordinaria, ma molti comuni non richiedono che si presenti tale pratica.

Si è diffusa la prassi di sostituire la pratica edilizia, obbligatoria in caso di manutenzione straordinaria, con una autocertificazione sostitutiva di atto notorio da conservare in caso di accertamenti.

Questa procedura non è prevista dalla legge. Purtroppo, nessuno si è espresso in tal senso.

Quali sono gli adempimenti richiesti per la detrazione? Comunicazione all’Enea.

Per poter richiedere la detrazione per ristrutturazione del 50%, in alcuni casi, occorre presentare una pratica edilizia (CILA, SCIA, Permesso di costruire) in Comune a firma di tecnico abilitato prima dell’inizio dei lavori.

Per alcune opere ricadenti nel bonus ristrutturazione e nel bonus mobili, è necessario l’invio di una comunicazione all’Enea e, in generale, l’asseverazione dell’intervento a firma di un tecnico che verifichi la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti dalla legge.

L’invio dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine dei lavori, in modalità telematica (sito Enea).

Per le agevolazioni è necessario effettuare i pagamenti tramite specifico bonifico bancario, da richiedere esplicitamente alla propria banca.

La documentazione raccolta, comprese le asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andrà poi consegnata al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Quindi, se hai un lavoro e risiedi in Italia, potrai accedere al bonus.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari (affittuari) o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

La detrazione spetta indistintamente in caso di prima casa e seconda casa.

Hanno diritto alla detrazione anche il familiare convivente, il promissario acquirente (a seguito di compromesso), il coniuge separato assegnatario dell’immobile, il componente dell’unione civile e il convivente more uxorio.

A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari (comproprietà)?

La detrazione Irpef del 50% per le spese di ristrutturazione edilizia spetta a chi effettua il pagamento mediante bonifico parlante.

Come accennato in precedenza, questo soggetto deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile.

Il soggetto, possessore o acquirente, anche di una porzione di unità abitativa, potrà beneficiare interamente dell’agevolazione del 50%, purché sia colui che sostenga la spesa e che sia intestatario delle fatture.

Se la spesa per i lavori di ristrutturazione è sostenuta da più soggetti, dovranno essere indicati nome, cognome e codice fiscale delle persone interessate alla detrazione fiscale.

Attenzione, se la fattura e il bonifico fossero intestati a un solo soggetto, ma le spese di ristrutturazione fossero state sostenute da entrambi, la detrazione spetterebbe anche al soggetto non indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta. Ad esempio, Mario Rossi spesa sostenuta 30%, Claudia Verdi spesa sostenuta 70%.

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, sarà necessario indicare il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Qual è la dicitura del bonifico parlante?

Causale bonifico parlante:

  • Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alle detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 Pagamento fattura n. _____ del ________ a favore di ___________ partita iva _______________ Beneficiario della detrazione ________________ Codice fiscale _____________

Sconto in fattura e cessione del credito

Grazie alla legge di bilancio, fino a dicembre 2024, su tutte le spese sostenute per la ristrutturazione, in alternativa alla detrazione, si piò chiedere all’impresa lo sconto in fattura. Cosa significa? L’impresa ti anticiperà i soldi che recupererà come creditore d’imposta. In pratica, l’impresa, diventando creditore d’imposta, è come se avesse pagato anticipatamente le tasse allo Stato, il quale negli anni stornerà le imposte anticipate.

A sua volta, l’impresa ha la facoltà di cedere il credito ad altri soggetti, come le banche. Nel caso non trovassi un’impresa disposta ad applicarti lo sconto in fattura, potresti cedere tu direttamente il credito alle banche.

Visto di conformità e congruità dei prezzi

Tramite il Decreto Antifrodi del 12 novembre 2021, nel caso di cessione del credito o sconto in fattura, il governo ha reso obbligatoria la congruità dei prezzi e il visto di conformità anche per il bonus ristrutturazione. Questo significa che, prima di iniziare i lavori, un tecnico incaricato dovrà, sulla base dei prezzari in uso, valutare qual è la cifra esatta che si potrà detrarre o cedere.

Scarica la tabella dei prodotti Rototec che possono rientrare nei bonus:

Bonus verde

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Cos’è

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato questa agevolazione fino al 2024.

 

È una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute negli anni 2020, 2021 e 2022 per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Danno diritto all’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione se connesse all’esecuzione di questi interventi.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (per esempio, bonifico bancario o postale).

A chi interessa

Può beneficiare della detrazione chi possiede o detiene, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile oggetto degli interventi e che ha sostenuto le relative spese.

Quali vantaggi

La detrazione massima è di 1.800 euro per immobile (36% di 5.000).

Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Scarica la tabella dei prodotti Rototec che possono rientrare nei bonus: