Impianti di depurazione per autolavaggi con scarico sul suolo o riutilizzo delle acque depurate

Il crescente interesse verso la tutela e la salvaguardia dell’ambiente si sta focalizzando sempre di più non solo sui trattamenti per le acque reflue domestiche o assimilabili ma anche, soprattutto nel corso degli ultimi anni, sui sistemi di depurazione delle acque di scarico provenienti da superfici impermeabili potenzialmente inquinate. Rientrano in questo campo, le acque derivanti da impianti di lavaggio automezzi che sono caratterizzate dalla presenza di una variegata tipologia di inquinanti quali: solidi sospesi (sabbie e fanghi, ghiaia, pietrisco, residui vegetali,…), detergenti, oli minerali ed idrocarburi

Utilizzo e specifiche
1. DISSABBIATORE: qui avviene la separazione gravimetrica di tutti quei composti che hanno un peso specifico diverso da quello dell’acqua: i materiali più pesanti (sabbie, fanghi, ghiaia,…) sedimentano e si accumulano sul fondo della vasca mentre quelli più leggeri (oli, grassi, schiume,…) si accumulano in superficie. La tubazione di uscita, pescando a metà vasca, evita la fuoriuscita del materiale separato.
2. TRATTAMENTO DI DISOLEAZIONE: grazie alla presenza del filtro a coalescenza gli oli e gli idrocarburi residui si aggregano sul filtro stesso separandosi così dal refluo.
3. TRATTAMENTO BIOLOGICO INTENSIVO: attraverso lo sviluppo di particolari ceppi batterici, si ha l’abbattimento della sostanza organica disciolta (BOD5 e COD) e dei detergenti (Fosforo). Il trattamento biologico è costituito da un filtro percolatore aerato.
4. TRATTAMENTO DI AFFINAMENTO: per migliorare la qualità dell’acqua depurata per scaricarla a cielo aperto/sul suolo oppure per riutilizzarla nelle fasi iniziali del ciclo di lavaggio (prelavaggio,…), si abbina all’impianto di depurazione un trattamento di affinamento composto da un sistema di filtrazione a quarzite e carboni attivi alimentato da una stazione di sollevamento.
CARATTERISTICHE TECNICHE

Il crescente interesse verso la tutela e la salvaguardia dell’ambiente si sta focalizzando sempre di più non solo sui trattamenti per le acque reflue domestiche o assimilabili ma anche, soprattutto nel corso degli ultimi anni, sui sistemi di depurazione delle acque di scarico provenienti da superfici impermeabili potenzialmente inquinate. Rientrano in questo campo, le acque derivanti da impianti di lavaggio automezzi che sono caratterizzate dalla presenza di una variegata tipologia di inquinanti quali: solidi sospesi (sabbie e fanghi, ghiaia, pietrisco, residui vegetali,…), detergenti, oli minerali ed idrocarburi. Per tale motivo il trattamento di depurazione di tali reflui necessita di una serie di passaggi atti all’abbattimento in successione degli inquinanti.

La scelta dei diversi tipi di trattamento varia in funzione del recapito finale (pubblica fognatura, corso idrico superficiale, sul suolo o riutilizzo).

La prima fase di trattamento consiste in un dissabbiatore nel quale avviene la separazione gravimetrica di tutti quei composti che hanno un peso specifico diverso da quello dell’acqua: i materiali più pesanti (sabbie, fanghi, ghiaia,…) sedimentano e si accumulano sul fondo della vasca mentre quelli più leggeri (oli, grassi, schiume,…) si accumulano in superficie. La tubazione di uscita, pescando a metà vasca, evita la fuoriuscita del materiale separato.

La seconda fase è il trattamento di disoleazione. Grazie alla presenza del filtro a coalescenza gli oli e gli idrocarburi residui si aggregano sul filtro stesso separandosi così dal refluo. Nella terza fase il refluo viene sottoposto ad un trattamento biologico intensivo nel quale, attraverso lo sviluppo di particolari ceppi batterici, si ha l’abbattimento della sostanza organica disciolta (BOD5 e COD) e dei detergenti (Fosforo).

Il trattamento biologico è costituito da un filtro percolatore aerato in presenza di scarico finale in pubblica fognatura, al quale si aggiunge a monte un ulteriore filtro percolatore anaerobico quando lo scarico avviene in corso idrico superficiale. Le sofanti a corredo dei filtri percolatori aerati devono rimanere in funzione 24h/24h.

Infine, per migliorare la qualità dell’acqua depurata per scaricarla a cielo aperto/sul suolo oppure per riutilizzarla nelle fasi iniziali del ciclo di lavaggio (prelavaggio,…), si abbina all’impianto di depurazione un trattamento di affinamento composto da un sistema di filtrazione a quarzite e carboni attivi.

IMPIEGO: trattamento delle acque di aree di lavaggio manuale e automatico mezzi

NORMATIVE DI RIFERIMENTO: D.lvo 152/2006, norma UNI EN 858-1 (deoliatore), norme regionali sul trattamento delle acque di prima pioggia e di dilavamento

SCHEMA DI INSTALLAZIONE
FILTRAZIONE A QUARZITE E CARBONI ATTIVI

DESCRIZIONE DI IMPIANTO

Gli impianti di filtrazione costruiti in monoblocco rappresentano la soluzione più razionale ed economica, per il trattamento di reflui caratterizzati da un inquinamento dovuto alla presenza di sostanze quali Solidi Sospesi, Idrocarburi e Tensioattivi provenienti da: autolavaggi, ofcine meccaniche, ecc.. La loro economicità d’esercizio, riguarda la possibilità di funzionare senza il presidio dell’operatore, che sarà necessario solamente per pochi minuti/settimana, in occasione delle periodiche operazioni di contro lavaggio. I sistemi non richiedono prodotti chimici per il loro funzionamento, per cui il contenuto salino dei reflui, non viene alterato. Ciò determina una condizione particolarmente vantaggiosa in tutti quei casi in cui sia richiesto il parziale riutilizzo delle acque depurate.

Le linee di filtrazione sono costituite da due serbatoi o colonne, accessoriati con n° 2 ispezioni, tali da consentire le periodiche operazioni di carico e sostituzione dei letti filtranti di Quarzite e/o Carbone attivo. Sono prodotti finiti estremamente affidabili e duraturi nel tempo, in grado perciò di resistere sia agli attacchi degli agenti chimici che atmosferici. Tutte le apparecchiature elettromeccaniche installate a corredo degli impianti, presentono come caratteristica comune la massima affidabilità, l’estrema semplicità d’impiego ed una minima richiesta di manutenzione.

CICLO DI TRATTAMENTO PER LO SCARICO SUL SUOLO O RIUTILIZZO

1. Le acque da depurare prodotte in seguito alle attività di lavaggio esterno auto, convogliano alla sezione di pre-trattamento composta da: dissabbiatore, disoleatore con filtro a coalescenza e filtro percolatore aerato.

2. I reflui in uscita dal pre-trattamento, giungono ad una vasca detta di omogeneizzazione ed accumulo, all’interno della quale si trova l’elettropompa sommergibile prevista per l’alimentazione dell’impianto.

3. Le acque pre-trattate vengono quindi inviate al primo stadio della filtrazione che prevede l’attraversamento d’un letto a Quarzite finissima, il cui grado di selettività nei confronti delle sostanze in sospensione è dell’ordine dei 50μm.

4. Successivamente i reflui chiarificati passano al secondo stadio di filtrazione costituito da un letto a Carbone Attivo. La particolarità del carbone attivo, è quella di riuscire a trattenere, all’interno della propria struttura microporosa,
le sostanze inquinanti quali, ad esempio, i Tensioattivi, gli Idrocarburi, i Solventi, ecc.

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